Roberta Serenari

Caro Giovanni,
guardo i tuoi disegni e ne subisco subito il fascino
Le figure intrecciate, i corpi in contorsione e spiegati nella grafia dei pastelli, nel nero della penna a sfera, nel colore del caffè e del bitume, subito mi portano a interrogarmi sul complesso problema dell’identità del corpo, dei suoi segnali biologici, psichici e sessuali.
Vedo nelle tue immagini il duplicarsi della stessa figura in scansioni capovolte e riflettenti, che mi suggestionano per l’aprirsi nella mente di quel senso d’ambiguo che è la caratteristica più importante della comunicazione creativa, dove i significati si moltiplicano costringendo lo spettatore allo sforzo d’interpretazione che, da parte mia, riconosco come l’invito ad un maggiore spazio di libertà concettuale…
Ti vedo “Artista del tuo Tempo”, un giovane che disegna e dipinge nell’impulso seduttivo della propria emozione personale.
Capisco che la figura che ami disegnare, non ti basta.
Devi scavarci dentro e fuori, per trarne poi tutte le implicazioni che ti servono per dichiarare guerra all’immobilità di un pensiero statico di sola forma estetica…e meno male…!
Personalmente ci siamo incontrati solo per pochi istanti a qualche mostra, ma conosco il tuo lavoro, e lo “sento” perché si fa sentire… e lo vedo come una confessione senza infingimenti che riflette e rispetta la tua singolarità.
Credo che oggi sia difficile, in pittura, usare la figura, che è un tema così ricco di storia ed è un’ impresa ardua cercare di farne qualcosa di nuovo.
Ci vuole la convinzione ed il coraggio di essere pionieri, non solo per cercare, ma per spingere volutamente sempre più avanti il confine da raggiungere,
solo ascoltando e perseguendo la ragione segreta che vive in te e ti dà forza, potrai vincere questa impresa, e sei già tanto sulla buona strada…!

ROBERTA SERENARI