Patrizia Karamfilova

Un pellegrino nei tempi

 Giovanni Manzoni Piazzalunga. Ponendo la propria firma  sui quadri usciti sotto le sue mani, l’artista firma anche una personale testimonianza del se umano in un ricco percorso di immagini. Portandoci in un viaggio quasi onirico, oltre ai tempi ed ai luoghi,  egli  presenta un arte interpretata secondo il miglior insegnamento della memoria tecnica ed espressiva. Senza la sua consapevolezza che Il pellegrinaggio è un profondo istinto umano e senza questo straordinario senso della realtà che traspare dalle sue opere, il racconto pittorico non sarebbe cosi unico ed eccezionale. “Durante il pellegrinaggio non si è né qui, né lì” scrive l’antropologo Victor Turner. Si è nel cuore del mito, della matrice universale dalla quale nasce la coscienza e del resto – tutto il futuro umano. Il merito artistico di Giovanni Manzoni è di aver saputo individuare il mezzo espressivo probabilmente più congeniale affinché tale potenziale del viaggio avesse modo di esprimersi appieno. In uno dei suoi racconti pittorici incontriamo una figura femminile che dietro i modernissimi occhiali da sole nasconde probabilmente lo sguardo tenero della Madonna dagli antichi affreschi. La “sua” Madonna però si avvicina alla maternità non come ad un’imposizione “dall’alto”. Ella, la moderna ragazza d’oggi e figlia dei tempi è una madre che adotta i figli e dispensa amore così come sa farlo solo uno spirito libero e un cuore pieno di amore indistinto verso tutti i bambini del mondo perché ha capito il senso della condizione umana. Questa giovane madre, una piccola particella dell’universo d’amore è seduta vicino al Dio indiano Ganesh – l’elefante. Il proboscide della divinità sfiora la ferita del umano figlio di Dio, ma questa volta, a differenza della visione di Caravaggio, il gesto non è dettato di incredulità, ma dall’amore, dalla comunanza nella sofferenza. Questa è una carezza che saprà guarire.   Nella intensa luminosità armoniosa, si riesce a scorgere più avanti il profilo solitario di un genio che ha intuito l’ esistenza dell’energia del punto zero – Nikola Tesla. Una volta che sai come scavare “l’energia libera”, puoi prenderla dal vacuum in abbondanza, perché essa è inesauribile.

La mano dell’artista descrive le idee che si trasformano in legge, religioni e scienze e cosi viene da se l’idea che la vita non è nient’altro che uno stato mentale. Giovanni Manzoni crea un suo particolarissimo “Albero della vita” tramite un sorprendente accostamento di simboli e ricchezza di pensieri. Qui ogni corpo diventa metafora. E nonostante l’immensità di ogni metafora, ogni singolo corpo è legato a tutti gli altri inscndibilmente e nonostante le enormi distanze che non sono solo geografiche e temporali, ma anche e soprattutto culturali e sociali. Lo spirito del Mondo comunica infatti con ogni creatura. “Di là delle idee, di là di ciò che è giusto e ingiusto, c’è un luogo. Incontriamoci là” – recita i versi del poeta persiano Mevlana Jalaluddin Rumi.

Le vere opere d’arte sono la più valida testimonianza della natura umana. Il messaggio, e con esso la chiave di lettura, opera in profondità: ad essere rappresentata è la nobiltà dello spirito nell’atto di interagire con il mondo reale. Ecco perché, nelle opere di Giovanni Manzoni convivono sentimento, autenticità, capacità di interpretare e di trasmettere. I suoi quadri fanno meditare, esigono di essere interpretati. Essi sono sono costruiti come singole fotogrammi di un film, dove ogni dettaglio è curato con sensibilità e gusto, con nuovi e sapienti procedimenti tecnici. La sua autonomia espressiva è notevole. L’ innato slancio creativo di Manzoni Piazzalunga lo porta ad esplorare gli inavvicinabili in altre condizioni misteri dell’esistenza umana sotto un nuova ed inaspettata  angolazione. La visione artistica è contemporaneamente una seria ed autentica riflessione filosofica.

Dai quadri di Manzoni, pieni di movimento e di ritmo, si percepiscono davvero le pulsazioni della vita perché sono raccontate con talento, immaginazione, tecnica e preparazione culturale e mentale.  I suoi quadri sono destinati in un certo senso a diventare “murales”- a “parlare” dal vivo alla gente, lontani dall’aria stagna e rinchiusa di un museo o di un salotto.

La sua arte è profondamente immersa nelle grandi problematiche nascoste sotto la matrice multietnica e multiculturale e offre il meglio nella ricerca della cultura contemporanea. La grande individualità artistica di Giovanni Manzoni, in un percorso molto impegnativo e originale,  gli permette di esprimersi in opere di valore assoluto – non turbato di stereotipi ideologici o legami formali. I suoi quadri raccontano la libertà, la passione, l’amore, la consapevolezza e la saggezza come sinonimi del viaggio dell’anima nel tempo. Questa è arte. E come dice Victor Shklovsky in “Un viaggio sentimentale”: “Nell’arte, ogni ogetto riscopre la propria vera dimensione”.

 

Patrizia Karamfilova

Giornalista

Presidente dell’Associazione Internazionale non-profit di promozione d’arte “Legia Artis”