Perfetti Jacopo

L’arte di Giovanni Manzoni Piazzalunga è una sintesi contemporanea dell’energia caotica del dripping alla Jackson Pollock macchiata dalle forme sinuose e rinascimentali di Michelangelo Buonarroti in scala murales messicano in pieno stile Diego Riveira. Giovanni / Manzoni / Piazzalunga è Jackson / Buonarroti / Riveira. Nelle sue opere le forme e i corpi si fondono insieme come in una danza sinuosa seguendo traiettorie manieristiche su sfondi scomposti e incorniciati da tratti irregolari, formando mosaici mobili di dimensioni colossali. Per comporle l’artista ci cammina dentro, le esplora da vicino, si macchia della loro stessa essenza con la stessa passione manuale di un contadino che maneggia la sua terra. Perché quello che più stupisce dell’artista è la bellezza del suo tratto, le forme così rinascimentali dei suoi disegni. Schizzi che si fanno corpi, oggetti, pensieri. Nell’arte contemporanea, così come nella società contemporanea, il gesto manuale si sta perdendo a favore di una tecnologia sempre più meccanica dove la distanza tra l’uomo e il frutto del suo lavoro è sempre più vertiginosa. Giovanni Manzoni Piazzalunga riporta il disegno a mano libera alla sua naturale funzione di narratore di storie, sogni e miti. Le sue opere sono frammenti di un racconto. Osservarle vuol dire perdersi nelle dimensioni dei suoi tratti, nei volti, nella bellezza naturale del copo umano e nelle sue profonde visioni perse tra il sacro delle sue citazioni e il profano dei suoi volti. Così mentre sono di fronte a un’opera di Giovanni Manzoni Piazzalunga penso a quanto si possa raccontare in un unico fotogramma, come in un racconto sovrapposto, una vertigine narrativa. I suoi murales su carta mi ricordano l’energia, quasi violenta e indubbiamente shoccante dei film del regista sovietico Sergej Ejzenstejn, un’incalzare, solo in apparenza disordinato e caotico, che scuote lo spettatore e lo risveglia da torpore del viver passivo. Ma c’è un altro tema che in Manzoni Piazzalunga colpisce, l’attenzione per l’umano, inteso tanto nelle sue forme quanto nelle sue deformazioni. I suoi sono ritratti immensi dove la figura umana assume un’importanza che richiama quella dell’Ellenismo greco, dove la bellezza si fonde con la sofferenza, con il mito, con la storia. Nelle sue opere la forma umana appare tanto dettagliata quanto contorta, spezzata quasi spaventosa e al tempo stesso impulsiva e sensuale.

 

JACOPO PERFETTI