Daniela Ambrosio

In mostra, una serie di disegni ed installazioni appositamente realizzate per l’occasione, tutte accumunate dall’utilizzo di un materiale, il più fragile tra i supporti: la carta.
Giovanni Manzoni Piazzalunga condensa l’immediatezza del gesto grafico in disegni che spaziano dal virtuosismo erudito di chiaroscuri e pose articolate, alla semplicità di una linea tersa e fluida. Alternando forme complesse e tratti volutamente scarni, l’artista genera un mondo a metà strada tra il sogno e una realtà che vuole raccontare, con poche, semplici tracce, l’universo privato dell’artista.
Volti colti nella rapidità di uno sguardo, corpi impudicamente ritratti nell’intimità o in momenti di puro erotismo. È il corpo femminile e la sua voluttuosa grazia ad attirare l’artista: con un fascino lubrico che ricorda le maliziose figure generate dalla mano di Milo Manara, Manzoni libera forme flessuose che si muovono in una dimensione fuori dal tempo e priva di luoghi, come se quei corpi fossero congelati nella fragilità della materia, nell’evanescenza della carta.
I disegni di Manzoni Piazzalunga illustrano una condizione umana fatta di distanze e isolate fantasie, in cui si avvicendano dinamiche anatomie di carne, muscoli e pelle: è una narrazione che sviluppa per immagini un erotismo che si consuma nella reiterazione delle pose e nella padronanza di una linea capace di evocare, in un mondo di delicata carta, la solitudine dell’uomo.

DANIELA AMBROSIO